FEMCA

Non c’è intesa in casa Cafc tra azienda e sindacati

Niente accordo in casa Cafc. L’ultimo vertice tra azienda e sindacati, FILCTEM CGIL – FEMCA CISL – UILTEC UIL, si è infatti concluso con un nulla di fatto. Come Femca, spiega Nicola Tassile,  fin dalla prima riunione del  06/04/2020, abbiamo ribadito  i ritardi intervenuti sull’emergenza Covid 19, e abbiamo avanzato le seguenti richieste: 

1 – garantire la salute e la messa in sicurezza di tutti i lavoratori; 

2 – garantire la continuità del servizio in ambiente protetto;

3 -eliminare l’utilizzo coatto delle ferie maturate dai lavoratori (post febbraio 2020); su questo punto  avevamo diffidato l’azienda visto che i lavoratori in ferie coatte sono 94

4 – prevedere l’utilizzo della cassa integrazione, FIS, con l’impegno dell’azienda ad integrare il salario mensile dei lavoratori al 100%

5 – istituire in forma strutturale un fondo denominato “Banca Solidale” che vada, oltre il periodo emergenziale, a favore dei lavoratori affetti da gravi e comprovate patologie;

6 – prevedere la decurtazione dello stipendio dei Dirigenti del 50% per l’intero periodo della cassa integrazione dei dipendenti come atto di responsabilità e solidarietà verso gli stessi.

Con un azienda che ha un utile netto di circa 11 milioni di euro, prosegue il sindacalista, crediamo sia eticamente giusto destinare un pezzettino ai bisogni dei lavoratori che in questo particolare momento vivono una situazione di difficoltà. Dai 120 sindaci, azionisti di riferimento di Cafc, ci aspettiamo, conclude Tassile,  un gesto di umana è convinta solidarietà. 

La FEMCA CISL rimane disponibile, come dichiarato in video conferenza, a lavorare in una sintesi unitaria con le altre sigle sindacali su tali punti per giungere ad un accordo che miri al bene de lavoratori e del loro futuro!

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